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Castelcivita

Castelcivita

CastelcivitaComune di Castelcivita
Via D’Annunzio, 84020
Centralino 0828 975009 /Fax  0828 975486
sindaco.castelcivita@asmepec.it
www.comune.castelcivita.sa.it

Cenni storici

Alle pendici meridionali dei Monti Alburni, nel Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano ed Alburni, sorge Castelcivita. Arrampicato su uno sperone di roccia naturale, a 587 m.s.l.m, l’antico borgo, dalla caratteristica struttura medievale, domina tutta la valle del Fiume Calore. Il paese è caratterizzato da strette viuzze e rampe di scale che si snodano lungo tutto il centro storico sino alla Torre Angioina, costruzione del XIII secolo.

Il toponimo Castelcivita è piuttosto recente; infatti, nei documenti di origine angioina, si fa menzione di un villaggio dal nome di Civita Pantuliano, mentre la denominazione di Castelluccia risale all’età Aragonese, fine XIII secolo, ad indicare un piccolo centro fortificato. Con ogni probabilità, la fortificazione totale di Castelcivita si ebbe all’epoca del feudatario Pandolfo Fasanella, il quale la fece costruire per volontà di Carlo I d’Angiò. Sul finire del 1282, Castelcivita si oppose validamente all’avanzata e all’assedio delle truppe Siculo-Aragonesi, durante le concitate fasi dei Vespri Siciliani. Nelle età successive il paese fece parte dei tenimenti dei Sanseverino, dei Capaccio, dei Pignatelli e degli Spinelli, venendo coinvolto nelle congiure e nelle guerre tra le famiglie dei potentati, fino all’eversione del feudalesimo nel 1806. Nel marzo 1799, Castelcivita venne assalita da una divisione repubblicana francese. La difesa contro le preponderanti forze comandate da Giuseppe Schipani, ex ufficiale borbonico, fu condotta da Sciarpa, Gerardo Curcio di Polla, e rappresentò uno dei più clamorosi eventi della Repubblica Partenopea: nonostante l’inferiorità, la colonna fu respinta con gravi perdite a colpi di pietra scagliati dall’alto.

Nel 1863, con Decreto Regio, il paese prese il nome di Castelcivita, unendo il centro di Castelluccia a quello di Civita, antico villaggio scomparso.

Dal 1811 al 1860 Castelcivita fece parte del circondario di Roccadaspide, appartenente al Distretto di Campagna del Regno delle Due Sicilie. Dal 1860 al 1927, durante il Regno d’Italia rientrò nel mandamento di Roccadaspide, appartenente al Circondario di Campagna.

Cosa Vedere

Centro storico

Ripide stradine, scale, archi, antichi portali, evocano atmosfere e sensazioni d’altri tempi, ricche di storia e tradizioni scomparse. Nei vicoli, di particolare interesse architettonico, sono i portali con architravi realizzati in pietre calcarea locale sui quali è possibile ancora oggi vedere gli stemmi delle famiglie nobili e figure geometriche. In prossimità della Torre Angioina sono evidenti i resti dell’antica fortificazione che cingeva il borgo, in particolare il caratteristico arco con scaletta laterale, in prossimità di piazza “Minzo u Castiedd”.

Torre Angioina

Dall’alto dei suoi 25 metri, posta sul punto più alto del paese, la torre è visibile da molti chilometri di distanza e troneggia su tutta la valle del Calore. Fu costruita tra il 1268 e il 1284 da Pandolfo di Fasanella, con una struttura a pianta circolare e base a scarpa scanalata. Fu utilizzata come dimora del feudatario al primo piano, prigione e deposito per armi nel vano d’ingresso, ancora inglobato nella scarpata. Alla parte alta si accedeva probabilmente da una scala di legno oppure con delle corde ben sistemate cui aggrapparsi. Attualmente la Torre ospita il Museo della Civiltà Contadina.

Chiesa di San Cono

Secondo l’iscrizione posta sul frontale dell’arco maggiore, la costruzione della chiesa risale al 1344. Essa presenta navata unica e conserva le reliquie di San Cono e l’effigie della Vergine di Costantinopoli, protettrice del Paese. Di notevole fattura architettonica è il Succorpo, di origine preromanica, dedicato al Santo Cono nel 952 d.C., al quale si accede dall’interno della chiesa, attraverso una scaletta laterale, posta alla sinistra del portale d’ingresso. Di particolare interesse è il portale ligneo d’ingresso, risalente al 1580, il quale in uno dei quadrati, riporta l’immagine scolpita del Santo cui l’edificio è dedicato.

Chiesa San Nicola

La chiesa, edificata nel periodo normanno nel cuore del paese, si sviluppa su una pianta rettangolare a navata unica. Al suo interno è possibile ammirare i dipinti dell’Annunciazione e della Nascita del Battista, attribuiti a Giuseppe Tomaioli, e un maestoso organo del XVIII secolo. L’altare maggiore di fattura tardo-gotica venne realizzato nel 1758.

Monastero di Santa Sofia in Castelcivita Gertrude

Il Monastero, fondato nel 1588, ospitò le monache clarisse sino agli anni’60. Accanto ad esso fu costruita una chiesa a navata unica dedicata a San Francesco, che conserva la statua della Pietà ed una splendida cantoria con balaustra in legno. La struttura sovrasta l’omonima piazza, all’ingresso del paese.

Convento di Sant’Antonio

All’interno della chiesa annessa al convento di Sant’Antonio è possibile ammirare un dipinto dell’Immacolata risalente alla prima metà del 1600 e realizzato da Pietrafesa, un artista di origine lucane.

Cappella Madonna delle Grazie

Al di fuori del centro abitato troviamo una piccola cappella di origine cinquecentesca, che si raggiunge percorrendo via Madonna delle Grazie. Durante il cammino è possibile ammirare lo straordinario paesaggio posto dietro lo sperone di roccia naturale sul quale sorge il paese, e beneficiare del verde e del fresco che la vegetazione offre. La cappella viene riaperta agli inizi di luglio durante la suggestiva ricorrenza religiosa.

Grotte di Castelcivita

Alle porte del Parco Nazionale Cilento, Vallo di Diano e Alburni, e alle pendici dei Monti Alburni, sorgono le Grotte di Castelcivita, che costituiscono uno dei complessi speleologici più estesi dell’Italia meridionale. L’ingresso, caratterizzato da una parete calcarea, è posto su un piazzale che poggia direttamente sul piano di un terrazzo fluviale. Varcato l’ingresso si apre subito un suggestivo scenario ipogeo di gallerie, ampi spazzi, strettoie scavate dall’erosione carsica millenaria; un paesaggio surreale e fantastico, ricco di colori, concrezioni, stalattiti e stalagmiti dalle forme più strane e più varie, alimentano la fantasia. Queste grotte erano dette “del Diavolo”, di cui si ha una prima descrizione in una pergamena del 1781; sono poi state chiamate di “Spartaco” dal nome del gladiatore che, ribellatosi al proprio imperatore nei pressi di portella di Roccadaspide, pare si fosse rifugiato da queste parti. Successivamente dette “Norce” dal nome della donna amata dal guerriero romano; poi “Principe di Piemonte”, in onore di Umberto II di Savoia, che venne in visita nell’agosto del 1932.
Di fascino incantevole sono le stalattiti e stalagmiti dalle forme più svariate, che hanno dato nome ai vari ambienti delle grotte; una delle sale più conosciute è la “Caverna Bertarelli” dove è possibile ammirare una delle formazioni calcaree più suggestive la “Pagoda” (percorso turistico 1200 m). Ambienti spettacolari adorni di eccentriche concrezioni si susseguono sino all’ampio bacino idrico del “Lago Sifone” (percorso turistico amatoriale) per lasciare spazio all’itinerario per i solo speleologi dove termina la grotta, con un altro lago detto “Lago Terminale”. Dagli anni ‘60/’70 le grotte sono oggetto di numerose campagne d’indagine che ne hanno documentato una notevole rilevanza paleontologica. Dai numerosi reperti rinvenuti si è potuto accertare una frequentazione umana del sito risalente a circa quarantamila anni fa.

Ponte di Pestano

Ponte di Spartaco. A meno di un km dall’ingresso delle grotte sorge questa costruzione di origine romana, il cui nome è legato alla leggenda secondo la quale nel 71 a.C. il ponte fu attraversato da Spartaco e da un gruppo di schiavi ribelli. La leggenda narra che Spartaco e i suoi fedeli riuscirono a vincere contro l’esercito romano, infliggendo loro una dura sconfitta nei pressi della vicina Roccadaspide. Ma costretti alla fuga si ripararono nei pressi di una grotta attraversando il ponte. Il ponte nell’antichità forniva l’unico passaggio sul fiume Calore. Rimodernato in epoca recente, offre una suggestiva vista sul fiume calore, sede anche di un caratteristico percorso di rafting e canoa.

Fiume Calore

A due km dalle grotte di Castelcivita, il fiume Calore offre uno spettacolo naturalistico di indubbia bellezza. Il Calore lucano lungo 62 km nasce sul Monte Cervati e nei pressi delle Grotte di Castelcivita si ingrossa con le acque provenienti dalle sorgenti delle grotte stesse e dai Monti Alburni. Qui, dove la natura è lussureggiante ed incontaminata, non è raro imbattersi in un animale in via d’estinzione come la lontra. Nei pressi della località Pietra Tonda, le acque passano attraverso i ruderi di un antico mulino con le macine ancora intatte, con pozzi carsici a vista. E’ possibile praticare alcuni sport fluviali quali rafting e canoa.

Eventi principali

  • Sagra del Fungo Porcino – ultimo week end di settembre.
  • Sagra della Patata di Montagna – ultimo week end di ottobre.
  • Madonna di Pompei – 3a domenica di maggio in c. da Serra.
  • San Cono – 3 giugno.
  • Sant’Antonio da Padova – 13 giugno.
  • Madonna delle Grazie – 2 luglio.
  • Madonna del Carmine – 16 luglio.
  • Madonna di Costantinopoli – 26 agosto.
  • San Nicola di Bari – 6 dicembre.

Cosa e dove mangiare

Pasta fresca ; Prodotti da forno secchi; Prodotti da forno freschi; Piante aromatiche, erbe spontanee e spezie; Olio extra vergine d’oliva; Ortaggi e tuberi;  Patata di montagnaVino; Carni; Salumi e derivati della lavorazione di carni suine; Funghi; Miele;

Azienda Agrituristica La Regina degli Alburni , Azienda Agricola Cascio Mario

Associazioni

  • Pro Loco Castelcivita, tel.0828 975467
  • Grotte di Castelcivita – Piazzale Nicola Zonzi,  tel. 0828 772397 – fax 0828 975524 – info@grottedicastelcivita.com
  • Trekking&Padles, tel.3405252177
  • Associazione La Pagoda

Come arrivare

In auto Autostrada SA-RC A3 uscita di Campagna, SS 19 fino al bivio di Postiglione e proseguire per Controne sulla SP 488. Da Paestum SP 166 per Roccadaspide e seguire le indicazioni per le Grotte di Castelcivita.

In treno Le stazioni ferroviarie più vicine sono quella di Eboli (linea Napoli-Lagonegro-Taranto) e di Capaccio-Roccadaspide (linea Napoli – Sapri – Cosenza – Reggio Calabria).

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