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Castelnuovo di Conza

Castelnuovo_ConzaComune di Castelnuovo di Conza

Via F. Di Donato 16

Tel 0828 911003 / Fax 0828 911427

comune.castelnuovodiconza@asmepec.it

castelnuovodiconza.asmenet.it

Cenni storici

Castelnuovo di Conza è posizionato su una sporgenza rocciosa da cui si domina tutta l’alta valle del Sele, che qui si origina. Il territorio comunale confina a nord con la Sella di Conza, che con il prolungamento dell’alta valle del Sele costituisce un nodo stradale fondamentale. Esso era utilizzato come percorso preferenziale per i contatti tra il Tirreno e le regioni adriatiche, favorendo scambi culturali interetnici e insediamenti a carattere stagionale e stabili, già dall’età preistorica. Le più antiche testimonianze di stanziamenti rinvenuti nel territorio di Castelnuovo di Conza risalgono all’età dei Sanniti, IV secolo a.C., popolazione che nel V secolo a.C. invase il territorio campano e lucano, giungendo in questa area attraversando il valico. Dalle località S. Ilarione e Cupone provengono chiari riferimenti ad un insediamento stabile; in particolare a Cupone è venuto alla luce parte di un edificio rurale posto nei pressi di un piccolo corso d’acqua. Nella successiva età romana, l’attuale territorio comunale fu attraversato dal percorso viario che univa Volcei a Compsa, godendo dei vantaggi che ciò comportava. Le origini del paese pare siano da far risalire all’età longobarda, quando per proteggere i tenimenti della Contea di Conza, furono organizzati insediamenti e punti di avvistamento per il controllo militare del territorio. Furono edificati a tale scopo il castello di Castelnuovo di Conza e numerose torri, di cui una, citata in un documento del 1200 con il nome di Turricellam, rientra nel territorio comunale. Il castello, restaurato nel 1230-31, venne affidato a Filippo di Acerno nel 1254 da Papa Innocenzo III. Documenti del XVIII secolo attestano la presenza di una chiesa intitolata a Santa Maria della Petrara nel XIII secolo. Il feudo fu proprietà dei Gesualdo, poi dei Bavosa, e passò poi ai Martino e ai Mirelli. Dopo l’avvento dell’Unità d’Italia il paese fu trasferito dalla provincia irpina a quella di Salerno. Del nucleo originario del paese, arroccato intorno al castello e alle chiese della Madonna della Petrara e di San Nicola, rimangono poche tracce. L’antico centro abitato è stato completamente raso al suolo dal terremoto del 1980 e successivamente in parte ricostruito. L’attuale centro abitato sorge ai piedi del centro storico. L’evento catastrofico ha profondamente segnato tanto l’architettura del paese quanto l’indole degli abitanti. A ciò si aggiungono le forti e continue ondate  migratorie, che a partire dagli inizi del secolo scorso hanno lentamente decimato la popolazione e che hanno fatto di Castelnuovo il secondo paese in Italia per tasso d’emigrazione.  Ciò ha determinato da una parte una pressoché totale assenza di tradizioni fortemente radicate, dall’altra hanno fatto del popolo castenuovese una comunità particolarmente aperta all’ospitalità.

Cosa Vedere

Ruderi del castello

Il complesso difensivo di origine longobarda era posto a dominio della valle. Fu risistemato in epoca normanna per volere di Federico II di Svevia. Della rocca rimane il piano seminterrato, con cunicoli, un pozzo e alcune cavità mentre la possente struttura muraria ancora visibile non è originaria.

Torricella

Probabilmente in origine sede di un tempio pagano, attualmente sul luogo in cui si conservano i ruderi della torre longobarda a pianta quadrata; sopravvivono anche resti di una cinta muraria e di un insediamento fortificato.

Croce del XVI secolo

La Croce di epoca tardo medievale collocata all’ingresso del centro storico, è testimonianza della presenza in origine di edifici sacri nel borgo. La croce lapidea fa riferimento al culto della Settimana Santa, in particolare al giorno della domenica delle Palme.

Neviera

Della neviera del settecento rimangono solo dei ruderi. Fu utilizzata fino alla seconda guerra mondiale per mantenere la neve ghiacciata anche durante l’estate, utile al fine di conservare e rinfrescare gli alimenti.

 Antichi mulini

In località Pendino lungo il vallone Pisciolo, si conservano i resti di tre mulini ad acqua del XIX secolo che sfruttano la pendenza della vallata per generare energia necessaria per il funzionamento della struttura. I mulini ad accovata rappresentano un’interessante testimonianza di archeologia industriale

Monumento ai caduti della I guerra mondiale

Posto nel cuore dei giardini pubblici del paese, il monumento, sopravvissuto al sisma dell’80 e perfettamente conservato, commemora le vittime del primo conflitto mondiale.

 Frantoio

Il frantoio, degli inizi dell’800, rappresenta la testimonianza materiale della cultura contadina che tuttora pervade il territorio. All’interno si conserva ancora la macina in pietra utilizzata durante la molitura delle olive.

Monumento alle vittime del terremoto

Posto in Piazza Umberto I, nel cuore del centro storico, il monumento, realizzato dall’artista Pietro Lista, commemora le 81 vittime del terremoto del 23 Novembre 1980.

Parco della memoria

In fase di ultimazione, il parco della memoria è concepito come un suggestivo viaggio nel paese che non c’è pù, lungo i vicoli del vecchio borgo sottratti alle macerie.

Eventi principali

  • Feste patronali in onore di San Nicola, 1,2,3 luglio
    Feste religiose in onore del Santo Patrono.
  • L’estate castelnovese, luglio-agosto
    La manifestazione comprende spettacoli di intrattenimento, animazione per bambini e mostre di vario genere.
  • Festa dell’emigrante, luglio-agosto
    La giornata celebra gli emigranti castelnuovesi che a partire dall’inizio del secolo scorso si sono distinti nel mondo. Il paese infatti è uno dei centri con la maggiore percentuale di emigrazione di tutti tempi.
  • Feste di Settembre, 10-11-12 settembre
    Nelle tre giornate, che prevedono un intenso programma religioso, di gare e spettacoli serali, si celebrano la Madonna, Santo Vito e Santo Rocco.

Cosa e dove mangiare

Pasta fresca ; Prodotti da forno secchi; Prodotti da forno freschiPiante aromatiche, erbe spontanee e spezie; Olio extra vergine d’oliva; Ortaggi e tuberi; Legumi; Carni;  Salumi e derivati della lavorazione della carne suina; Miele

Come arrivare

In auto

Imboccare l’A3 Salerno-Reggio Calabria, uscire allo svincolo Contursi Terme e proseguire lungo la S.S. 691, Fondo Valle Sele, fino all’uscita Calabritto poi proseguire in direzione Castelnuovo di Conza.

In treno

La stazione ferroviaria più vicina è quella di Contursi Terme sulla linea Salerno-Potenza.

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