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Salvitelle

SalvitelleComune di Salvitelle
Via Panoramica E. De Nicola
Tel. 0975 394004 – Fax 0975 394233
anagrafe.salvitelle@asmepec.it
www.comune.salvitelle.sa.it

Cenni storici
Il comune di Salvitelle è situato nella valle del fiume Melandro, sulla sommità di un poggio, estrema propaggine settentrionale dei Monti della Maddalena. L’origine del toponimo Salvitelle ha dato generato più interpretazioni: da silvae tellus (terra di selve o delle selve) per l’intenzità boschiva del territorio, come pare confermato da documenti del Settecento, in cui si legge Selvetelle (piccole selve); dalla gens romana Vitelli; dalla Dea Tellus, venerata in età romana, a cui i fedeli rivolgevano il saluto “Salve Tellus”. Le testimonianze di frequentazioni e forme insediative del territorio vanno, con qualche buco temporale, dall’età del Bronzo fino all’età romana, ma il nucleo originario del paese nacque solo nel V-VI scolo d.C., su una preesistente fortificazione romana, quando la popolazione decise di rifugiarsi in altura in seguito alle incursioni barbariche. In epoca longobarda il paese conquistò l’autonomia governativa, con la presenza di amministratori e magistrati eletti dal Conventus Civium, l’assemblea dei cittadini; tale forma di governo durò per tutto il periodo di dominazione longobarda. Con l’arrivo dei Normanni, Salvitelle conobbe l’epoca del feudalesimo passando sotto il dominio dei feudatari normanni di Caggiano e più tardi ai Gesualdo. Intorno al 1580 i Gesualdo vendettero, per problemi economici, il feudo all’Università di Caggiano e questi ultimi, nel 1674, a Don Nicola Potenza. Nei secoli successivi fino al ‘700, Salvitelle subì la stessa sorte dei piccoli paesi del Mezzogiorno, meta di continue incursioni di eserciti stranieri che miravano ad occupare il territorio per la favorevole posizione geografica. Nel XVI secolo, dopo la caduta degli Aragonesi, gli Spagnoli conquistatori, peggiorarono le condizioni del Regno, con pesanti tasse e continui soprusi. La situazione, già critica, fu inasprita da calamità naturali, come pestilenze, carestie e terremoti che condussero la popolazione nella miseria. Dal 1811 al 1860 fece parte del circondario di Caggiano, appartenente al Distretto di Sala Consilina del Regno delle Due Sicilie. Dal 1860 al 1927, durante il Regno d’Italia fu inserito nel mandamento di Caggiano, appartenente al Circondario di Sala Consilina.

Cosa Vedere

Chiesa di Santo Spirito o Chiesa Madre
La Chiesa di Santo Spirito, costruita su una preesistente struttura religiosa, fu proclamata parrocchia nel 1634. All’interno, affissa nell’abside, si conserva una tela settecentesca di scuola napoletana raffigurante la discesa dello Spirito Santo sugli Apostoli.
Cappella di San Sebastiano
Secondo la tradizione la cappella fu edificata nel luogo dove sorgeva il lazzaretto degli appestati durante la grave epidemia di peste del 1656, in segno di riconoscenza nei confronti di San Sebastiano, Santo taumaturgo, che avrebbe liberato il paese dalla pestilenza.
Chiesa del S.S. Rosario
La chiesa costruita nel 1740 in stile barocco, custodisce la statua di San Giuseppe compatrono di Salvitelle insieme a San Sebastiano, e la statua della Madonna, oggetto di profonda devozione da parte dei fedeli.
Palazzi signorili
Percorrendo i vicoli del centro storico si possono ammirare antichi palazzi gentilizi particolarmente sontuosi, come palazzo Grassibelli, decorato con stucchi in facciata, e i palazzi Mucci, Romanzi e Briganti.

Eventi principali

  • Festa patronale di San Sebastiano – 20 gennaio
  • Festività di San Sebastiano Martire – ultimo fine settimana di agosto
    La festività di San Sebastiano Martire fa riferimento al culto del Santo taumaturgo, in onore del quale durante i festeggiamenti si tiene una spettacolare corsa a piedi nudi, la “Serra di San Giacomo”, che dalla cima della Serra stessa, attraversando sentieri impervi tutti in discesa, termina davanti alla cappella di San Sebastiano. La corsa avrebbe origini storiche precise, risalenti al periodo della dominazione francese alla fine del XVIII secolo, epoca in cui la Serra di San Giacomo era utilizzata come campo di esercitazione dai fucilieri d’oltralpe. I pastori locali, legati alla monarchia, per farsi beffe dei soldati che salivano con pesanti scarponi, li sfidavano a piedi scalzi. Durante la festa, alla fine della corsa, i corridori disinfettano i piedi feriti immergendoli in tinozze di vino. Dopo la corsa inizia lotta tradizionale, simile alla lotta greco-romana, di cui non si hanno origini certe.
  • Sagra del coniglio – terza decade di agosto
    Durante la festa è possibile degustare il coniglio cucinato in diversi modi, ed altri prodotti tipici.

Cosa e dove Mangiare

Pasta fresca ; Prodotti da forno secchi; Prodotti da forno freschi; Piante aromatiche, erbe spontanee e spezie; Olio extra vergine d’oliva; Ortaggi e tuberi;  Carciofo Bianco ; Legumi; VinoFormaggi vari; Carni; Salumi e derivati della lavorazione della carne suina;

Associazioni

  • Pro Loco Salvitelle www.prolocosalvitelle.it

Come arrivare
In auto 
Imboccare l’A3 Salerno-Reggio Calabria, uscire allo svincolo Sicignano degli Alburni e proseguire sulla Strada E 847 “Basentana” fino all’uscita Buccino, poi proseguire verso Salvitelle.
In treno
 La stazione ferroviaria più vicina è quella di Romagnano al Monte Scalo, posta sulla linea Salerno-Potenza.

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