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Sant’Angelo a Fasanella

Sant'Angelo_a_Fasanella-StemmaComune di Sant’Angelo a Fasanella

Piazza Marconi 3, 84020

Centralino 0828 961006 /Fax  0828 961346

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Cenni storici

Il toponimo Sant’Angelo a Fasanella è l’insieme di Fasanella e Sant’Angelo, due insediamenti separati. Fasanella, chiamata anticamente Phasis, sorgeva a valle di S. Angelo nei pressi del fiume Fasanella, fondata in seguito alle emigrazioni di popolazioni greche provenienti dalla Colchide, in Asia Minore. Esse dopo essere sbarcate nella zona di Poseidonia, si erano inoltrate nelle zone interne risalendo il corso dei fiumi Calore ed Auso; a quest’ultimo e all’insediamento sorto a difesa di eventuali attacchi provenienti dalle zone interne, diedero il nome Phasis, in ricordo della madrepatria. Nel territorio di Sant’Angelo a Fasanella si conservano ingenti tracce anche della presenza romana. Nel XIII secolo durante la lotta tra il papa e l’imperatore, Pandolfo di Fasanella partecipò insieme ad altri signori, alla congiura di Capaccio ordita contro Federico II. Quest’ultimo rase al suolo la cittadina e uccise i cittadini; i pochi che riuscirono a sopravvivere al massacro continuarono a vivere tra le rovine della città fino al 1452 circa, quando, a seguito dei continui straripamenti dei fiumi e delle epidemie che si abbatterono periodicamente sulla zona, gli abitanti furono costretti a trasferirsi a monte nel casale di S. Angelo, nei pressi della Grotta di San Michele Arcangelo, dove in poco tempo si costituì il nuovo borgo di Fasanella. Il piccolo paese fu feudo dei San Severino, dei Capece-Galeota, dei Giovine ed alla potente famiglia dei Caracciolo. Dal 1811 al 1860 fu capoluogo dell’omonimo circondario appartenente al distretto di Campagna del Regno delle due Sicilie. Durante il risorgimento ebbe un ruolo importante: fu proprio Sant’Angelo a Fasanella ad innescare nel salernitano la scintilla della rivolta per l’indipendenza che portò all’Unità d’Italia.

 

Cosa Vedere

 Grotta Santuario di San Michele Arcangelo

Secondo la tradizione la grotta fu scoperta dal principe Manfredo nell’XI secolo, inseguendo un falco. Entrando vi trovò un altare e sulla parete di fondo un’immagine di San Michele. Le opere murarie presenti all’interno risalgono con ogni probabilità ai primi decenni del 1300. L’ingresso è costituito da un portale che, alla base dei due stipiti, presenta un leone e una leonessa in marmo. All’interno della grotta, oltre alla tomba di Francesco Caracciolo e al pozzo, si nota un’edicola di stile gotico. Di fronte alla porta d’ingresso si trova la cappella dedicata all’Immacolata, sul cui altare è possibile ammirare una tela databile XVII secolo. Sul fondo della grotta è situato un ricco altare seicentesco su cui altare troneggia la statua in marmo di S. Michele Arcangelo.

 Antece

L’Antece è una scultura rupestre alta 190 cm e larga 170 cm, molto probabilmente di età sannitica, datata al IV secolo a.C. e raffigurante un antico guerriero. Su una lastra calcarea è scolpita la sagoma del guerriero rappresentato con un’arma legata alla cinta, con la mano destra che impugna una lancia alla cui base è uno scudo rotondo e con la mano sinistra tiene un oggetto, probabilmente una corta spada. La testa e le gambe sono danneggiate. Due sono le interpretazioni circa il significato della scultura: la prima considera la scultura l’immagine di una divinità, la seconda un cenotafio, un monumento sepolcrale vuoto di un guerriero eroicizzato.

Castello baronale

L’edificio di origine normanna, fu costruito su uno sperone roccioso difeso da mura, torri e da un fossato.  Dell’originaria struttura si conservano solo i contrafforti verso la grotta; infatti, nel corso del XVI secolo il castello fu ristrutturato ed ampliato alterando in maniera massiccia l’impianto originario per adeguare il palazzo ad uso residenziale. Attualmente il palazzo si presenta in cattivo stato di conservazione a causa dei gravi provocati dal sisma del 1980.

Chiesa Santa Maria Maggiore

La chiesa è di origine trecentesca ma l’attuale impianto risale alla fine del XV secolo. La facciata semplice è impreziosita da un portale d’ingresso con ai lati due leoni, strutturato in riquadri che contengono raffigurazioni religiose. All’interno si conservano affreschi settecenteschi raffiguranti la vita di Maria Vergine ed episodi della vita di Gesù, realizzati da Giuseppe Guerra. Dietro l’altare è posizionato un coro cinquecentesco e sopra di esso si eleva un monumentale organo settecentesco; il soffitto è rivestito da lacunari lignei. Ai lati dell’altare sono posizionate le statue di San Pietro e San Paolo, al centro è posta la statua della Vergine Assunta da attribuire alle maestranze di Giacomo Colombo.

 Sorgente e Cascata del Auso

Poco distante dal centro abitato è presente l’area carsica dell’Auso da cui sgorgano le limpide acque omonime defluenti in una cascate alta circa 8 m, che passano sotto un antico ponte, probabilmente di età romana.

 Ruderi di Fasanella

A 3 km a valle del centro abitato, si trovano i ruderi dell’antica città di Fasanella.

Eventi principali

  • Festività del Santo Patrono San Michele Arcangelo – 8 Maggio
  • Sagra del vitello montano e dell’olio d’oliva – agosto

Cosa e dove mangiare

Pasta fresca ; Prodotti da forno secchi; Prodotti da forno freschi; Piante aromatiche, erbe spontanee e spezie; Olio extra vergine d’oliva; Ortaggi e tuberi; Vino; Carni; Salumi e derivati della lavorazione di carni suine.

Associazioni

Pro Loco Sant’Angelo a Fasanella www.prolocosantangeloafasanella.it prolocosangelo@tiscali.it

Come arrivare

In Auto
Autostrada SA-RC A3 uscita di Campagna, SS 19 fino al bivio di Postiglione e proseguire per Controne –  SP 12 – direzione Sant’angelo a Fasanella. Da Paestum SP 166 per Roccadaspide – SR488 – SP 12 – direzione Sant’angelo a Fasanella

In treno
Le stazioni ferroviarie più vicine sono quella di Eboli (linea Napoli-Lagonegro-Taranto) e di Capaccio-Roccadaspide (linea Napoli – Sapri – Cosenza – Reggio Calabria).

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